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Spazio: La cultura è in movimento

La cultura - in tutte le sue forme, le sue espressioni - è l'elemento che determina l' identità , la qualità di vita, di una città.

Colleferro è nata – come realtà urbana - proprio grazie all'incontro e all'aggregazione di tradizioni diverse. A questo patrimonio ormai consolidato, oggi continuano ad unirsi le culture di altri nazioni, determinando un processo di arricchimento, un clima di vitalità, che restano sconosciuti, sommersi, per la mancanza di iniziative e di spazi che permettano loro la possibilità di espressione, di divulgazione, di confronto con i cittadini.

In questo contesto, un'amministrazione che voglia elaborare un progetto culturale organico , deve porsi come obiettivi fondamentali l'approfondimento della memoria storica , e la valorizzazione di tutte le potenzialità del presente .

Perché questo avvenga occorre prima di tutto realizzare:

  • un Polo Culturale che trovi una giusta collocazione nel centro urbano e che comprenda: la Biblioteca, l'Antiquarium, la Mostra di Archeologia industriale (proprietà Avio), il Museo Marconiano (privato), il Centro di documentazione sulla storia industriale e civile di Colleferro (con annesso Archivio storico), spazi da affidare in gestione alle associazioni culturali
  • una “Banca della memoria” in collaborazione con il Centro Anziani
  • un Centro per le attività culturali nell'ambito del Piano Integrato del castello
  • una Oasi naturale (Casa Ripi- Piombinara) che costituisca una realtà organizzativa di riferimento per iniziative di educazione ambientale
  • un Centro per le attività ludiche ed espressive per avvicinare i bambini all'arte e alle tematiche della comunicazione
  • una rassegna, “I ludi di Maggio” , che si ponga come un appuntamento annuale, e che coinvolga tutte le attività presenti nel territorio in una settimana di manifestazioni che invadano le piazze, le strade, i giardini, facendo del tessuto urbano il luogo della socializzazione delle esperienze culturali.

“……a chi crede nella necessità che l'immaginazione abbia il suo posto nell'educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola. "Tutti gli usi della parola a tutti" mi sembra un bel motto, dal bel suono democratico. Non perché tutti siamo artisti, ma perché nessuno sia schiavo".

G.Rodari “Grammatica della fantasia” Einaudi- 1973